Musk

Feb 21, 2025Uncategorized0 commenti

Elon Musk

L’uomo che sta inventando il futuro

INDICATO PER
Gli appassionati di tecnologia
I cultori del genere biografico
Quelli che cercano ispirazione e dosi da cavallo di motivazione
Quelli che quando passa una Tesla si girano e sorridono
Quelli che quando passa una Tesla si girano e scuotono la testa
SCHEDA TECNICA
Editore : HOEPLI
Prezzo: 24,90 (edizione rilegata)
Pagine: 366
E-book: disponibile per Kindle

GIO ‘O Meter

  • Valore aggiunto 90% 90%
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La prima volta che fabbricai il sospetto che le parole possono indicare cose diverse a seconda di chi le usi e che spesso non si presta la minima attenzione al loro significato, avevo forse dieci anni; un giorno assistetti a una telefonata fra due mie zie, ambedue ottuagenarie e ambedue praticamente sorde. La scena era esilarante perché mentre la zia A andava per la sua strada, faceva il suo discorso, articolava domande e forniva spiegazioni e risposte, la zia B, all’altro capo del telefono, faceva esattamente lo stesso, ma con il suo discorso. Ogni tanto, probabilmente per caso, una delle due intercettava una parola dell’altra e rimodellava il suo discorso di conseguenza, in un gabbia di Faraday di frammenti impazziti di senso. Il risultato fu che, per tutta la durata di una costosissima interurbana,  tutte e due erano mutuamente ignare e incuranti dei rispettivi argomenti.  E probabilmente convinte di aver annichilito l’interlocutrice.

Quello divenne noto come il paradosso delle zie al telefono.

Il paradosso è tornato prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni. Quelli di Google, di Wikipedia e della pervasività totale dell’informazione. Quelli in cui, senza sosta, viene prodotto, qualunque sia il soggetto, un numero incalcolabile di indizi a buon mercato, schegge e brandelli più o meno riconoscibili di informazione che vengono, letteralmente,  polverizzati in pacchetti e distribuiti nel cyberspazio , per essere poi maldestramente riassemblati in personalissimi agglomerati di persuasione e certezza.

Il risultato di questo bricolage è che spesso si finisce tutti, nessuno escluso, per fabbricarsi una comoda realtà assolutamente privata e fantasiosa, in cui l’unica cosa vera sono i nomi;  i quali però, fatalmente, rimandano e definiscono concetti grossolanamente semplificati o interamente inventati. Nomina nuda tenemus.

La cosa è tanto più vera quanto più complessi sono gli argomenti in ballo.  Ma, si sa, il web sa essere molto sbrigativo quando si tratta di presentare e gestire la complessità.

Ho avuto una brillante conferma di questo sospetto, leggendo la biografia di Elon Musk (Ashlee Vance, Hoepli, 2017).

Come tanti, sul soggetto, che in effetti è assai trendy,  mi ero anche io costruito un modellino fatto di informazioni semplificate e frammentarie; una specie di gadget, perfetto per attaccare bottone col tassista o per sostenere una sessione di chiacchiericcio occasionale, ma del tutto inadeguata a un esame appena più severo.

In breve, una sfilacciata stringa che suonava come: Musk, mitomane, velleitario, Tesla, auto elettrica, guida autonoma che non funziona e muori, batterie che bruciano, capitali che bruciano, capriccio, nicchia, fallimento.

Salvo rendermi conto, al termine della libro, di quanto rudimentale e approssimativa fosse questa rappresentazione mentale.

I libri, ad oggi, si riconfermano l’unico strumento efficace nel disinnescare questa specie di cavitazione mentale. Richiedono un po’ di pazienza e anche una forma di disciplina, ma ripagano sempre e con generosità.

 Ha un cervello da scienziato: le affermazioni errate gli provocano insofferenza (…); Musk possiede la sua versione della verità, e non è sempre la versione condivisa dal resto del mondo.

Sono quasi trecento le pagine del volume di Ashley Vance, uscito per Hoepli in una bella edizione rilegata, solida, rigorosa,  impreziosita dall’impiego di carta di ottima qualità, piacevolissima da maneggiare.

Un percorso abbastanza lungo,  eppure scorrevole e appassionante, nel corso del quale ci si fa finalmente un’idea chiara, nitida, a tratti francamente sconvolgente, di chi sia Elon Musk, di cosa sia riuscito a fare nel giro di pochi anni e delle implicazioni che tutto ciò inevitabilmente ha e avrà nel prossimo futuro di tutti.

E’, in fondo, la storia di un ragazzino che lascia il Sudafrica con poco altro che la biancheria di ricambio, un biglietto aereo per il Canada, un’intelligenza superiore, un mindset da nerd un po’ disadattato e una abbondante provvista di hubrys.

Tutto quello che gli servirà per diventare in un paio di decenni, uno degli imprenditori più influenti degli ultimi anni.

Vance non tralascia nulla; la sua narrazione ripercorre, con minuzia e acribia, gli esordi da programmatore instancabile e imbrutito ai tempi di Zip2, nell’immancabile sottoscala malsano; è in questa fase che comincia a prendere forma uno dei tratti essenziali della personalità di Musk, che il biografo non manca di ritrarre nella giusta prospettiva.

La pulsione monomaniacale (singleminded) che si concretizza in una determinazione indefessa e in una straordinaria capacità di concentrazione su obiettivi molto specifici e ben delineati, spesso tanto ambiziosi e strampalati da sembrare inverosimili, che tanta parte avranno nei successi a venire; ancillare la fortuna, strappata con quella combinazione di arroganza e pelo sullo stomaco che sembrano accomunare tutti coloro ai quali gli dei sorridono. E che lo condurrà a fare il suo primo sacco di soldi, con quello che diventerà PayPal.

Poi, in un fluido e  ben orchestrato crescendo narrativo, ecco il salto, poco noto, nell’incredibile, mirabolante, avventura di SpaceX, un’azienda che il giorno uno semplicemente non esiste e il giorno due lancia vettori spaziali da un atollo nel Mar dei Caraibi per conto della NASA.

Una dote per cui Musk nutre la massima stima è la determinazione: apprezza le persone che insistono anche dopo aver ricevuto un no.

La determinazione con cui Musk affronta missioni impossibili ha fatto di lui una divinità nella Silicon Valley, dove altri amministratori come Larry Page parlano di lui con un timore reverenziale.

E ancora, la ben più nota Tesla e la scommessa non ancora vinta dell’auto elettrica, su cui tutti, oggigiorno, si sentono titolati a dire la loro, ma che in pochi conoscono con accettabile accuratezza.

La parabola imprenditoriale di Musk viene descritta molto dettagliatamente,  in un piacevole e intrigante intreccio con gli aspetti più strambi e indisponenti dell’uomo.

Ho trovato numerose analogie tra Elon Musk e Steve Jobs (cfr Walter Isaacson, Steve Jobs – Mondadori 2011); tra tutte certamente l’energia indomabile, hubrys, la tracotanza e lo sprezzo di quello che viene comunemente ritenuto impossibile. (cfr l’ormai celeberrimo circolo di realtà di Jobs).

Energia che rende possibile creare cose enormi dal nulla; tracotanza che non si limita a irridere il comune senso del limite, ma che, nel quotidiano, può semplicemente prendere le sembianze di un pessimo carattere e  di una inveterata abitudine a trattare senza troppi riguardi i collaboratori e il prossimo.

Le scommesse, i rischi, i fallimenti e l’indomita determinazione a tirare dritto nonostante tutto e tutti.

Questo libro e questa biografia sono davvero un viaggio fantastico, quasi un ciclo epico in cui la incoercibile determinazione di Icaro, Prometeo, Giasone e Ulisse, tornano a ricomporre le trame di un mito moderno.

Queste due imprese (Tesla e SpaceX ndr) hanno sospinto Musk fino alle altezze rarefatte dei titani del business. Solo Steve jobs poteva vantare successi simili in due settori così diversi.

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